L'uomo senza sonno. Film pervaso di un'inquitudine straordinaria fino all'ultma scena. In cui le immagini sono cariche del dramma che vive il protagonista Trevor Reznic interpretato egregiamente da Christian Bale. L'uomo non dorme da più di un anno ed è tormentato dall'idea che tutti stiano tramando un complotto contro di lui, in cui i sensi di colpa si mescolano alle allucinazioni e al suo stato di deperimento fisico. Per girare il film Christian Bale ha perso 30 chili per immedesimarsi nel ruolo di quest'uomo dall'aspetto cadaverico e dalla mente intorbidita dall'affaticamento.
La regia di Brad Anderson conduce in una storia ricca di tensione in cui l'espressività della fotografia è fondamentale per ambienti cupi e atmosfere alienanti, dove il reale si mescola con l'illusione. Bellissimo.

Prima di iniziare le vacanze la cosa che più avrei voluto fare era leggere. Ora invece mi ritrovo ad affaccendarmi con tutt'altro e il mio libricino se ne sta triste e abbandonato sul tavolo. Il momento più piacevole per leggere secondo me non è la sera, quando sei già sotto le coperte, stanco della giornata e con occhi stanchi e poco vigili, ma è il mattino. E' stupendo alzarsi e fare colazione leggendo un libro, come iniziare bene la giornata...
L'altro giorno guardavo Il Corvo e pensavo alla celebre frase "non può piovere per sempre" che spesso è utilizzata metaforicamente per i periodi bui e sgradevoli. Comunque, ci vorrebbe un po' di pioggia in questi giorni estivi. E chisenefrega per quelli che amano il caldo e se la spassano al mare... ho voglia di una giornata di pioggia per andare a passeggiare con l'ombrello rosso e la macchina fotografica.
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On air: Afterhours - Ci sono molti modi
Oggi ho assistito al colloquio di lavoro più breve della storia, sarà durato meno di cinque minuti e mentre la super managar parlava mi chiedevo come facesse a respirare e parlare così velocemente. Uno deve fare un sacco di attività fisica per esporre così chiaramente le caratteristiche e le potenzialità della propria azienda se vuole fare colpo e sottolineare un alto profilo di professionalità. Con tutti i manuali e i romanzi che mi sono letta sui colloqui e la presentazione di un buon curriculm mi aspettavo qualcosa di più intenso e prolungato da una super manager che mi parla di "studio di prototipi in collaborazione con la Nasa" e selezione accurata del personale. E mentre annuivo guardandola negli occhi, pensavo "la nasa, ma và, figurati" oltre che chiedermi a come facesse a respirare e parlare veloce. Tutto sommato è andato anche bene ma ci ho messo una vita solo ad aspettare l'autobus e arrivare in una zona industriale dove l'unico essere vivente sembrava fosse il postino... Che sia benedetto google earth che mi illumina il cammino...
Sempre parlando di buoni metodi per passare il tempo (perchè se non ve ne fosti accorti, collezionare colloqui è uno tra questi), parliamo di film. La lista inesauribile delle pellicole che mi sono persa mentre me ne stavo china sui libri è in fase di un veloce aggiornamento.
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On air: The Cure - Burn
E finalmente ho visto un ordine logico in quello che siamo e che eravamo. E ora non c'è più da aspettare, comprendere o dipanare. Adoro scoprire come siano elementari certe cose, soprattutto dopo averle ritenute un ostacolo insormontabile.
Puoi parlare all'infinito mentre io me ne starò a guardare le nuvole come lo zucchero filato senza pensare a niente.

Lifelines - sOn3t on DA
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On air: SiouxieAndTheBanshies - The Passenger
Passare il tempo a guardare con la testa sul cuscino e gli occhiali in obliquo le vecchie puntate di Passepartout di Philippe Daverio rientra nei miei piani futuri di questa lunga estate se non per il resto dei miei giorni. Chiusa in camera con la persiana abbassata e luce quanto basta per non impigliarmi nel cavo del pc mentre scendo dal letto per andare alla ricerca di gelato. Poi mi metto a fantasticare su chissà che bella cena verrebbe fuori se i miei invitati speciali fossero Philippe Daverio, Alberto Angela e l'avvocato Arnoldi. Senza dimenticare J.D. di Scrubs che darebbe il giusto tocco informale e assurdo alla serata. Sarebbe perfetto.
Altro che aspettare l'illuminazione per sapere cosa farò tra due mesi, il futuro, la vita, l'università, il lavoro. Come no. Chi ci tiene a mettere il naso fuori casa sotto ondate di luce solare e calore insopportabile a rivedere gli stessi edifici, le stesse strade, gli stessi muri e alberi di sempre insomma. Chi l'ha detto che per essere contenti uno deve conoscere gente nuova e girare da una parte all'altra come uno scemo per far vedere quante cose sa. Cioè non l'ha detto nessuno e a me non è mai andato troppo di farlo. Che se poi più mi sembra di essere libero e poter fare quello che preferisco più mi sento bloccata, chiusa in un vicolo cieco. Dove saranno tutte queste possibilità poi? Io non vedo molto in giro. Non riesco manco a decidere cosa farò venerdì, figurarsi del resto della mia vita. Ma chi ci tiene poi a laurearsi e cercare uno schifo di lavoro sottopagato e precario da cui non trarrai soddisfazione a parte quella di tornartene a casa la sera e dire che hai avuto un'altra giornata inutile come ti eri immaginato. Eh si perchè spesso finisci per fare tutt'altro da quello per cui hai studiato. Ma anche no. Magari ti va bene, trovi quello che cercavi, ti senti realizzato ma presto ti accorgi che ti manca qualcosa... una cosa qualsiasi, la più banale dell'universo e allora sei daccapo. Ti senti di nuovo uno schifo. Eh si perchè gli esseri umani, soprattutto quelli che sono stanchi già quando si alzano e non gli va bene niente, non si accontentano facilmente... sentono di aver dato il massimo ed esigono in cambio il massimo. Ma questo non accade mai. C'est la vie... mica siamo qui per incolpare qualcuno.
E così, vagando da una stanza all'altra penso a tutte queste belle cose e mando a quel paese gli incapaci che mi rompono le scatole facendomi perdere tempo, tutto quel tempo di cui non so che farmene ma mi fa incazzare che me lo sottragga il primo stupido che passa. Gli stupidi non mi fanno pena, solo una gran rabbia, svegliati cazzo. Io almeno non vado a tormentare nessuno e avrei piacere gli altri facessero altrettanto. Come quel tizio di "Una barca nel bosco" ecco, lui si che si sentiva uno sfigato totale, ma almeno si dava da fare per migliorarsi un po'.
Comuque... se nell'Amleto l'ora più stregata della notte è qunado i cimiteri sbadigliano, qui l'ora più stregata del girono è quando guardo orripilata Viva Polska con la vaschetta del gelato alla stracciatella in mano. Si perchè la tv polacca trasmette la musica e soprattutto i videoclip più trash dell'ecosisistema e guardarli ti rende partecipe del degrado del mondo. Una sorta di piccolo universo che riflette la bramosia di donne plasticate mezze (tutte) nude e giovinastri palestrati e piastrati che fanno una gran pena. Poi questi colori così allegramente squallidi e incandescenti, luminosi iridescenti. Incredibile. Ma dura poco, pochissimo, spengo ritorno a scrivere sul mio blocchetto con una scrittura orribile perchè mi sono scottata l'indice nel caramello. (E uno deve essere propio rimambito se va ad infilare il dito nel caramello bollente.) Ascoltando musica classica senza tempo. Perchè anche le vite più vuote sono rese spettacolari con la giusta colonna sonora.
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On air: Karl Jenkis - Palladio 1 Allegretto
I'm Not There. Diaciamo che non ci ho capito niente. Però mi è piaciuto. Il bianco e nero è suggestivo ed è come vedere un album di fantastiche fotografie ad ogni scena. Inquadrature e dialoghi immediati tipicamente alla Todd Haynes e al suo gusto per l'unione di cinema e musica. E bravissima Cate Blanchett.

"Giace lì. Che la sua anima riposi in pace insieme alla sua scortesia. Ora un pubblico ingordo può dividersi i resti della sua malattia e i suoi numeri di telefono. Giace lì. Poeta, profeta, fuorilegge, imbroglione, star di elettricità. Inchiodato da un guardone che avrebbe presto scoperto."
Sta diventando praticamente una patologia questa forma di diffidenza per tutto quello che mi viene detto. Qualsiasi cosa, anche la più insignificante giustificazione per il più insignificante dei casi la considero automaticamente una bugia. Quando hai la testa così piena che non pensi più, ti rendi conto che non si tratta neppure di semplice paranoia, diventa proprio un dato di fatto. Perchè ormai sei così stufo che dai credito ad una certezza, seppur negativa, piuttosto che dividerti nel dubbio.
In quest'apatia poi diventa tutto più deprimente... Hai la possibilità di poter fare quello che vuoi, ma dato che non sai da dove cominciare, te ne stai lì imbambolato aspettando che ti caschi la mela in testa come a Newton, o forse era una pera, non ricordo.
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On air: Marilyn Manson - Eat me, Drink me
In città c'è una mostra d'arte morderna che sta diventando un vero e proprio rebus. Intanto è in una via talmente imbucata che l'ho dovuta cercare su google per capire la collocazione esatta. Mi sono segnata gli orari e dopo un giro di telefonate, mi sono presentata all'ingresso ma era chiusa nonostante l'orario. Ho pensato ad un imprevisto e mi son detta che ci sarei andata un altro giorno. Ci torno ma mancano 10 minuti alla chiusura e allora nada. Ci ritorno il giorno dopo ed è chiusa! Senza cartelli nè niente che spieghino perchè. Se avessi avuto un post-it nella borsa l'avrei attacato all'ingresso dicendogli che io sta mostra la volevo proprio vedere ma la trovo sempre chiusa quando non dovrebbe. Ci sarà tipo un giro di intercettazioni telefoniche per cui appena do appuntamento ai miei amici per visitare sto posto, quelli serrano tutto e fanno finta di non esserci.
Gira e rigira però ne ho trovato un'altra di mostra. Arte contemporanea. Seduti sui divanetti della sala (resa il salotto della mia villetta immaginaria in un guizzo di fantasia) guardando i quadri, con accento francese da intellettuale: "Il mio mercante d'arte di Parigi mi ha detto che la prossima settimana mi porterà il pezzo mancante della collezione, non vedo l'ora di appenderlo in quell'angolo lì" ![]()
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On air: The cooper temple caluse
Pensavo alle voci delle persone e a un tale che diceva di come ad ogni voce fosse associato un colore o comunque un flusso di energia che si propagava nell'aria e ti entrava nella mente. Forse se ci si concentra si riesce a percepire. Non so, solitamente in una conversazione badi alle parole più che al timbro dei suoni. E le voci più vibranti sono quelle che ti rimangono in testa anche a distanza di tempo... o che ti manca risentire...

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On air: Afterhours
Questo sito www.freerice.com si presenta come un gioco interessante in cui si deve fornire un sinonimo della parola presentata. Utile perchè allena la mente e diverte. Ciò che lo rende speciale però è il progetto che sostiene per combattere la carenza di cibo nel mondo.
Free Rice si pone l'obiettivo di donare il riso al Programma Alimentare Mondiale, grazie anche al sostegno di alcune grandi aziende come la American Express, Apple e Lego. Ad ogni 10 risposte esatte nel gioco vengono donati 100 chicchi di riso ai paesi poveri. Ad ogni risposta errata verrà diminuito il livello di difficoltà del gioco.Il sito non necessita di registrazione e ci potete fare un salto quando volete .
"The Web site offers a greater gift, the gift of awareness about world hunger.” - NPR National Public Radio
“Feeling guilty about wasting time on computer solitaire? Join the growing guilt-free multitude at FreeRice.com, an online game with redeeming social value.” - USA Today
“FreeRice.com is one of the most ingenious websites of 2007. In the best spirit of the Internet, it offers education, entertainment and a way to change the world ― all for free.” - Los Angeles Times
Stupendo.
Se pensavate che la vostra famiglia fosse assurda... non avete ancora visto questa!

"Lo sai cos'è un perdente? Il vero perdente è uno che ha così paura di non vincere che nemmeno ci prova." Nonno Edwin, rivolto a Olive
"Sai cosa, al diavolo i concorsi di bellezza. La vita è un cazzo di concorso di bellezza dopo l'altro. Il liceo, l'università e poi il lavoro. Fanculo tutto. E fanculo l'accademia di aeronautica. Voglio volorare, troverò un modo per volare. Fai quello che ami, fanculo il resto." Dawayne
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Dwayne scrive: Non ucciderti sta notte.
Frank: Non mentre mi devi sorvegliare tu. A te non lo farei.
Dwayne scrive: Benvenuto all'inferno.
Frank: Grazie Dwayne. Detto da te vuol dire molto. Buonanotte.
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Frank: Sai chi era Marcel Proust?
Dwayne: E' il tizio di cui insegni.
Frank: Si. Scrittore francese. Perdente totale. Mai avuto un lavoro vero. Storie d'amore andate male. Gay. A passato 20 anni della sua vita a scrivere un libro che non ha voluto leggere nessuno. Ma può darsi sia il più grande scrittore della storia dopo Shakespeare. In ogni modo lui.. lui è arrivato alla fine della sua vita e guardandosi indietro ha capito che tutti quegli anni di sofferenza.. Quelli sono stati gli anni migliori della sua vita perchè l'hanno fatto diventare ciò che era. Tutti quegli anni in cui era felice? Tutti sprecati. Non aveva imparato niente. Perciò, se dormi fino ai 18 anni te li perderesti. Il liceo, no? Sono i tuoi primi anni di sofferenza. Non potresti avere di meglio.
Sta mattina, rovistando tra i cassetti ho trovato un block notes con gli appunti di viaggio di qualche anno fa in Inghilterra. Orari di attività, cosa si era mangiato a pranzo, dettagli insignificanti con una precisa scansione oraria giorno per giorno. Scarabocchi che a rivederli ti fanno rivivere quegli attimi con un sorriso di nostalgia...
Dom 9.20 Volo cancellato
10.20 siamo ancora in aereoporto a giocare al milionario
Lun 03.00am Arrivo a casa del "maniaco"
07.00am Già sveglie aspettiamo si liberi il bagno
09.00am colazione con latte freddo!!
04.00pm giro per i negozi a guardare la gente
Mar Visita alla cattedrale
la "devota al male" in realtà è una signora adorabile
pioveee
12.am ascolto i placebo a tutto volume e mi addormento
Mer 05am non riesco a dormire, ascolto musica
12.30pm visita al castello
04pm andiamo a prendere la chitarra di T.
Cena mezza surgelata che buttiamo via di nascosto avvolgendola nei fazzoletti

E va avanti così per tutti gli altri giorni![]()
Ieri ho visto Persepolis, bellissimo cartoon di produzione francese che narra la storia della ricerca di libertà e democrazia di un paese, l'Iran, attraverso la vita di una bamina. La protagonista è intelligente e vivacissima, ricca di ideali e passioni, che ama la musica e non accetterà mai l'opressione di un regime. Sarà costretta ad emigrare prima a Vienna e poi in Francia, facendo emergere così il sapore amaro dello sradicamento e sentirsi degli estranei sia nella propria terra che nel paese in cui viene ospitata. Il futuro di Marjane si proietta pieno di novità, vive un'adolescenza ricca di avvenimenti in cui però emerge sempre il suo disagio, quello di una donna che ha visto una rivoluzione, ha visto la guerra e l'oppressione dei fondamentalisti che controllano il paese. Gli unici punti di riferimento sono la nonna, anche lei idealista e rivoluzionaria, e i genitori di Marjane che credono fermamente nella libertà.
L'ho trovato veramente bello, realistico e pieno di spunti di riflessione perchè attraverso la storia di una ragazza fa trasparire il dramma di guerra, fondamentalismo religioso-politico, e soprattutto valori a cui noi occidentali non facciamo più caso perchè viviamo nella democrazia e nel consumismo più sfrenato, spesso propensi a giudicare senza prima comprendere chi è diverso da noi e valorizzarlo per quello che è la sua storia e cultura.

Quasi quasi mi rimetto ad ascoltare i Verdena per ritornare a quello stato comatoso della mente dominato dalla paranoia e dall'angoscia. Sono portata a provare nostalgia per quegli stati d'animo che mi hanno fatto compagnia per tanto di quel tempo che ormai non credevo esistesse altro. Eppure esistono tanti altri modi di sentirsi e quello che predomina ultimamente è solo lo stress. Si accumula come la polvere sotto il letto, ti fa passare le notti in bianco e rovina ogni equilibrio alimentare. E non ne posso piùùù. Vorrei solo potermene stare ore a leggere romanzi e guardare film. Non ho mai desiderato tanto di essere in vacanza... estiva per giunta... e dire che odio l'estate. Due mesi ed è finita pure questo periodo inconcluendente, vuoto e anomalo!
On air: We are scientists
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L'altro giorno mi sono accorta che il mio modem aveva un difetto di trasmissione del wi-fi e dopo aver letto e riletto tutti i siti e i forum possibili sull'assistenza ho contatatto quelli della compagnia telefonica per comunicargli il problema... Dall'altro capo del telefono risponde la voce di un operatore che si dimostra subito gentile. Decide di annunciarmi prima la brutta notizia e poi quelle "carine" (parole testuali) facendo battute che mi hanno fatto sentire meno ignorante in materia dato che era colpo dell'aggeggio difettoso che mi avevano installato. Abbiamo passato al telefono più di mezz'ora mentre io passavo da una stanza all'altra per vedere quale spia luminosa era accesa o meno e lui che mi descriveva come agiva il sistema operativo del mio gestore per filo e per segno aggiungendo al finale delle frasi "oddio se lei fosse un hacker le avrei detto un sacco di cose riservate" (!!) Il simpatico operatore quindi procedeva a tirare giù i miei dati facendomi notare che era solo una formalità necessaria per far vedere che lavorava... Ancora un po' e ci mettevamo a parlare del surriscaldamento terrestre, di quel simpaticone di Bill Gates, dello scioglimento dei ghiacci o dello sclero che mi stava venendo perchè non funzionava il pc. Terminata con rammarico la telefonata, con "arrivederci" "gentilissimo" "si figuri" "richiami pure se ha bisogno" "arrivederci di nuovo" "okay" "buona fortuna" "ciao"... avevo riempito un intero foglio di scarabocchi, di quelli classici che si fanno mentre uno se ne sta al telefono e fa andare la penna senza pensarci... ora mi serve solo uno psicologo per interpretare quegli scarabocchi... Il modem ora funzia che è una meraviglia, grazie al mitico operatore.
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On air: Cinema Bizarre





